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ore: 17:57
data 30/01/2005:

Le regole del gatto


 

 

1.     Se devi vomitare, sali su una sedia più  in fretta che puoi. Se non ci riesci in tempo, vai su un tappeto persiano.

2.     Determina in fretta quale ospita odia i gatti. Siedi sulle sue ginocchia per tutta la sera: non oserà spingerti giù  e magari ti chiamerà anche "bel gattino". Se puoi, fai in modo di avere un alito al mangime per gatti.

3.     Prima di sederti sulle ginocchia di qualcuno o strofinarti su dei pantaloni, seleziona i colori che sono in contrasto con il tuo.

4.     Scorta sempre gli ospiti al bagno. Non e'  necessario fare niente, basta che ti siedi e guardi

5.     Non permettere che ci siano porte chiuse in nessuna stanza. Per aprirne una, alzati sulle zampe posteriori e graffia con le unghie davanti. Una volta che ti hanno aperto la porta, non e' necessario usarla. Puoi cambiare idea. Quando ti sei fatto aprire una porta che da' sull' esterno, rimani mezzo dentro e mezzo fuori e pensa a svariate cose. Questo e' particolarmente importante quando fa molto freddo o nella stagione delle zanzare..

6.     Se una persona e' occupata e l' altra non ha niente da fare, siediti con la prima. . Quando qualcuno legge un libro, vai sotto il suo mento, a meno che tu non possa sdraiarti direttamente sul libro.

7.     Quando una persona sta studiando, siediti sul foglio su cui sta lavorando. Dopo che sei stato spostato per la seconda volta, butta giù dal tavolo tutto ciò che si può spostare: penne matite ecc.. . , un oggetto alla volta. .

8.     Dormi abbastanza durante il giorno in modo che tu sia riposato per giocare di notte, tra le 2 e le 4 .

9.     Quando qualcuno sta rifacendo il letto, fai in modo di infilarti sotto il lenzuolo inferiore un attimo prima che abbia sistemato l'ultimo angolo .

postato da rayodesol // permanlink // 3 commenti


ore: 16:29
data 13/01/2005:

I movimenti della capoeira


 

Tratto dal sito http://www.wu-wien.ac.at/usr/h96b/h9650297/cap-basics.html#ginga

Il "passo" base si chiama GINGA, ed eccolo qui riprodotto:

Sembra facile, ma la sua esecuzione corretta richiede molto esercizio, che è importantissimo: questo movimento è la base di tutta la pratica della capoeira ed è fondamentale impararlo bene!

ROLE, altrimenti detto "giro basso":

PRIMO CALCIO : da noi rinominato "doriana" (ha a che fare con un tipo che si chiamava Doriano, ma la storia precisa proprio non la so!):

SECONDO CALCIO:

COCORINA (pronunciato "cocorigna"): è un movimento di difesa, serve per schivare calci alti:

NEGATIVA: altra posizione di difesa, la gamba tesa scivola in avanti:

MEJA LUA DE FRENTE, da noi chiamato semplicemente "calcio interno":

Per oggi basta così se no vi stancate troppo. Su, adesso un po' di stretching!

Munkustrap.

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ore: 16:04
data 13/01/2005:

uargh!


 

Uff, sono un tantinello stanca.
Questo tamplate mi ha dato qualche problemino, va un po' aggiustato ed è ancora incompleto, ma tutto sommato sono soddisfatta.
E neanche lo finisco che salta fuori questa cosa del trackback.
Umpf.

Chiara

postato da rayodesol // permanlink // un commento


ore: 10:54
data 11/01/2005:

I sims!


 

Dee mee numin
Ron be mau mau
Geng gee dohz
Dee mee sly kin
Shy gite gorf-sess
Geng gee dohz


No, non è un comunicato della tv araba Al-Jazeera riportato in caratteri occidentali, bensì una delle tante canzoncine gorgheggiate dai Sims durante una delle loro giornate-tipo.

“I ‘Sims’? Vorrai dire ‘i Simpson!’ ” è facile sentirsi dire dai pochi che ancora non conoscono l’ormai famosissimo gioco per computer, che da qualche tempo ha conquistato anche le famose “console” (per esempio la Playstation).  E’ bene allora fare subito una distinzione: I Simpson sono quei cartoni animati irriverenti (ma nemmeno troppo, se paragonati ai pestiferi bambini di South Park) dalla pelle giallo-itterica che forniscono uno spaccato della società americana odierna. I Sims sono personaggi virtuali (il loro nome è costituito dall’abbreviazione dell’inglese “simulations” ovvero simulazioni), e la loro esistenza in tutto e per tutto dipende dal giocatore che se li prende in carico. In realtà “giocatore” è un termine riduttivo: quando si hanno in mano le vite di intere famiglie di personaggi, sebbene virtuali, è inevitabile la tendenza a sentirsi una sorta di Dio.

Ma di cosa si tratta, in effetti? Una volta caricato il cd-rom sul proprio pc, parte una schermata di “creazione” dei personaggi. E’ possibile formare una famiglia scegliendone i componenti e definendo le caratteristiche di ciascuno di loro: sesso, aspetto, età, vestiario e anche le preferenze personali (bravo nel fai-da-te, socievole, gran lavoratore, oppure tutto il contrario). Una delle cose più simpatiche è che a seconda delle caratteristiche psicologiche selezionate viene automaticamente definito anche il segno zodiacale! Nel gioco base vengono forniti alcuni aspetti standard che è possibile mischiare tra di loro: ad esempio colore della pelle, acconciatura, foggia dei vestiti, eccetera. Una volta creata e nominata la famiglia, bisogna cercare casa. Anche in questo caso ce ne sono di già pronte, complete di mobili e suppellettili; altrimenti è possibile costruirne una dal niente. Basta scegliere un punto non ancora abitato del quartiere e via con i lavori! Nell’opzione “costruisci” vengono messi a disposizione muri, pavimenti, carta da parati, finestre eccetera.

Una volta sistemata la famiglia, a cui è assegnato un “budget” di partenza, è necessario cercare un lavoro agli adulti (consultando il giornale o il computer), altrimenti se si aspetta troppo si rischia che questi, magari in un momento di “depressione”, non ne vogliano sapere! Vari indicatori segnalano il livello delle necessità di ciascun personaggio. Ha bisogno di mangiare, riposarsi, divertirsi, lavarsi o usare la toilette? Attenzione a non scendere sotto il livello di guardia, altrimenti si rischiano piccoli ma seccanti incidenti: il Sim troppo stanco crollerà addormentato sul pavimento, quello che non è potuto andare in bagno se la farà letteralmente addosso, creando una pozzetta ai propri piedi e disperandosi per la figuraccia!

Mano a mano che si va avanti col gioco, i Sims che lavorano avranno promozioni e aumenti di stipendio, e con i soldi in più potranno comprarsi accessori per abbellire la casa e molti oggetti per il divertimento proprio e di amici e familiari (televisori, impianti hi-fi, vasche a idromassaggio…).

La genialità del gioco sta nella sua totale personalizzazione da parte dell’utente. E’ possibile far interagire i propri personaggi con tutti gli altri, animati automaticamente dal computer in base ad algoritmi che garantiscono la totale casualità degli eventi.

E’ davvero esilarante sentirli parlare. Il linguaggio, che è stato studiato appositamente per loro, è detto in inglese “Simlish”, che possiamo azzardarci a tradurre con “simsese”ibile mischiare tra di loro: ad esempio colore della pelle, acco. Il creatore dei Sims, Will Wright, voleva che il gergo parlato da loro fosse ricco di emozioni ma allo stesso tempo incomprensibile, in modo che nessuna conversazione rientrasse in alcun tipo di schema.

All’inizio furono provati un dialetto ucraino e uno delle Filippine, e addirittura venne suggerito l’uso del Navajo, ma nessuno di questi produceva i suoni ricercati. Si ripiegò quindi sull’improvvisazione, e la performance degli attori che fornirono le loro voci, Stephen Kearin e Gerri Lawlor superò ogni aspettativa. Questo succedeva cinque anni fa: adesso al gioco base si sono aggiunte molte espansioni e conseguentemente molti personaggi di età diversa: neonati, bambini, adolescenti, adulti e anziani. Nel maggio del 2003 più di cento attori parteciparono alle audizioni per la selezione delle “nuove” voci dei Sims, e venne scelto un cast che fu sottoposto a un vero e proprio tour de force: otto ore al giorno in sala di registrazione. Il risultato è che al momento vi sono 40.620 campioni vocali a disposizione!

Sebbene il Simlish non sia un linguaggio vero e proprio, vi sono alcune parole ricorrenti che indicano oggetti o persone. Ad esempio “nooboo” (pronunciato “nubu”) vuol dire “bambino” e “chumcha” significa “pizza”.

Migliaia e migliaia di fans ogni giorno si scambiano trucchi e pareri in rete, dove è anche possibile giocare “online” facendo interagire i propri personaggi con quelli creati dagli altri giocatori da tutte le parti del mondo. Se non è globalizzazione questa…

Da non molto è uscita la versione 2, che vede moltissime innovazioni, sia nella grafica (3D) che nello sviluppo di personalità e situazioni. Nell'attesa di provarlo (costa un botto!) vi propongo alcune "cheats" (trucchetti) per i Sims 1.

  • Fare un sacco di soldi: premere contemporaneamente [Ctrl]+[Shift]+C. Si apre una finestrella di testo in alto a sinistra: scriverci "rosebud" (se non funziona provare con "klapaucius") senza virgolette però, e poi schiacciare il tasto Invio. Poi premere ancora i suddetti 3 tasti e digitare "!;!;!;!;!;!;"  fin quando è possibile, ripetere l'operazione finchè è consentito: miracolosamente il vostro "conto in banca" aumenterà a dismisura! sarà quindi possibile comprare tutto ciò che volete, e i vostri Sims saranno molto felici e ben disposti!
  • Ricarica immediata: il vostro Sim è stanco, affamato, depresso? Per "ricaricarlo" istantaneamente premere i soliti 3 tasti e digitare nella finestrella "move_objects on", poi cliccare sul Sim, selezionarlo e premere [Canc]: il personaggio sparirà. Niente paura: basta cliccare ancora sulla sua icona, che presenterà una crocetta rossa. Ed eccolo di nuovo, riposato, sazio e felicissimo!
  • MAI comprare il ritratto del clown triste: il clown entrerà nella vostra famiglia e la disturberà costantemente, e il problema è che è impossibile mandarlo via!

Per chi mastica l'inglese, tutte queste cheats e molte altre ancora le trovate sul sito http://www.cheatingdome.com/pc/2564.htm

Munkustrap.

 

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ore: 11:22
data 09/01/2005:

perchè non diventerò mai vegan


 

Rispetto le idee di base dell’alimentazione vegan: sono profondamente coerenti in tutti i sensi. Il vegan rispetta tutti gli animali, tutta la natura, tutto il pianeta. Non si ciba di niente che provenga da una qualsiasi forma di sfruttamento animale, e questo vale anche per l’abbigliamento, i prodotti di uso comune eccetera. Il vegan ha tutta la mia ammirazione: vive una vita di rinunce, confronto alle quali quelle di chi è “solo” vegetariano sono una burletta. Non fa colazione al bar, non va a mangiare la pizza (anche se non capisco che problema è: basta ordinare la “marinara”), non prende il gelato, non consuma dolci, non fa la spesa agli ipermercati perché sono globalizzati, compra solo prodotti “cruelty free”, biologici ed equo solidali. Fin qui tanto di cappello: negarsi una vita sociale al di fuori delle proprie mura casalinghe (è matematicamente impossibile andare a cena fuori, a meno di non accontentarsi di pasta al pomodoro e insalata) e reperire risorse economiche tali da poter rinunciare agli sconti della grande distribuzione è sicuramente un grande sforzo, e questo tipo d’impegno va assolutamente lodato:  vivere così significa credere davvero fermamente nella propria causa.

Il problema del vegan è di carattere strettamente sociale. Sicuramente sto generalizzando, ma guarda caso tutti i vegan che conosco si comportano allo stesso modo.

IL VEGAN:

1.       ha uno e un solo argomento di conversazione. Provate a parlarci di QUALSIASI cosa: vi porterà comunque a parlare dello sfruttamento animale e del Pianeta e del perché è crudele mangiare anche il formaggio.

2.      non rispetta le vostre idee. Che siate carnivoro o “solo” vegetariano fa poca differenza: il vostro comportamento alimentare è crudele in ogni modo, quindi siete giudicato insensibile. Chi è “solo” vegetariano, poi, è anche quasi peggio del carnivoro più accanito: quest’ultimo è un reietto senza speranza, che si ciba di sangue e dolore, ma il vegetariano! Una persona che evidentemente ha capito qual è la strada giusta ma si rifiuta di imboccarla fino in fondo! E’ davvero un debole se si accontenta di un’alimentazione “giusta” solo a metà. Non ci sono argomentazioni che tengano: avete torto punto e basta.

3.      si circonda solo di chi la pensa come lui. Tutti gli altri si frequentano solo per convincerli a diventare vegan. Se si trova a una cena di onnivori non è lì per caso, ma per far capire a tutti quanto mostruoso sia il loro comportamento alimentare, e di conseguenza tutto quello che fanno. Non esiterà a tirare fuori fotografie di animali sgozzati.

4.      è aggressivo. Un vegetariano potrà essere un po’ seccato alla cinquemillesima volta che gli viene detto “ma anche le verdure soffrono” ma difficilmente reagirà male. Il vegan si arrabbia (anche se non alza la voce), fa esempi cruenti e volutamente scioccanti, accusa, si scandalizza.

5.      il suo avverbio preferito è “rigorosamente” e quasi tutte le sue affermazioni sono assolute.

6.      è davvero convinto di poter salvare il mondo. Siccome non ci sta riuscendo (anzi, le cose vanno sempre più a rotoli) dà la colpa alla società, ai mass media, alla grettezza umana, all’insensibilità, alla scuola, a Berlusconi e a Bush (che per inciso stanno sulle scatole anche a me). Ma tutto questo non lo fa stare meglio. Quindi vive in un costante atteggiamento da “contras”, in perenne lotta contro tutto e tutti.

7.       facendo tutte queste cose getta discredito sulle sue pur nobili idee e 90 volte su 100 ottiene l’effetto contrario al suo intento iniziale.

Per tutti questi motivi scelgo di rimanere “solo” vegetariana.

Munkustrap

 

 

 

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ore: 10:48
data 09/01/2005:

benvenuti!


 

Ciao, eccoci all'apertura del nostro nuovissimo blog! Benvenuti a tutti! Munkustrap

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